SPAZZATURA, SE NON SI STERZA IL PAESE MUORE

NON SE NE PUÒ PIÙ DI FURBIZIE, CLIENTELE E TRUCCHETTI VARI. I PRIMI A PAGARE, A PARTE IL COMUNE CITTADINO, SARANNO IL SETTORE TURISTICO-ALBERGHIERO E IL COMMERCIO. UN ALTRO ANNO COSÌ, E CI SIAMO!

di Sabrina Vitale

DISCARICA

Il 30 settembre, la data in cui dovrebbe scadere l’ennesima proroga del commissariamento dell’ATO PA1, si avvicina. Ma la situazione sembra ancora lontana dall’avere una soluzione definitiva o almeno decente.

 

BRUNO

(foto B. Alioto)

Il Comune di Terrasini, per la cronaca, fu l’ultimo dei Comuni entrati a far parte dell’ATO, nel 2008. Era in carica il sindaco Girolamo Consiglio e, prima di lui, Antonio Randazzo, che ne fu direttore generale per un certo periodo. Anche in questo caso fu applicata la logica del premio di consolazione. A spese del contribuente, ovviamente.

Di quest’ultimo ex sindaco, un assessore del Comune di Partinico del tempo, Bartolo Parrino, in una sua lettera denuncia al Sindaco Lo Biundo, (intervista a Tele Occidente del 12 /10/2012) sosteneva che, dopo la legge sullo scioglimento degli ATO e il decadimento della figura di “direttore generale”, il Randazzo avrebbe ricevuto la cifra di 50.000 euro annui a titolo di consulenza. Randazzo non smentì Parrino, ma soltanto la cifra che, a suo dire, sarebbe stata leggermente inferiore.

Tra gli amministratori dell’ATO, inoltre, non possiamo non ricordare il nostro attuale consigliere comunale Gianfranco Puccio che, come da lui più volte pubblicamente affermato, cercò di dissuadere in tutti i modi l’ex sindaco Consiglio dall’aderire all’ATO, anche a costo di andare contro le disposizioni di legge.

Lo stesso Puccio, vantandosi dell’esperienza acquisita nel settore, accompagna spesso il nostro attuale sindaco Cucinella nelle sue odissee al dipartimento “Energia e Rifiuti”, offrendosi come consulente a titolo gratuito, nella speranza, forse, che nel prossimo autunno possa guadagnarsi sul campo la carica di assessore al ramo o un posticino di amministratore nel futuro ARO.

Sempre Puccio fu uno degli accaniti sostenitori del famigerato “sito di trasferenza” che sarebbe dovuto sorgere in C/da Paterna su iniziativa della famiglia Catanzaro, attuale proprietaria della discarica di Siculiana (uno dei Catanzaro è vice presidente di Confindustria Sicilia. Si legga a tal proposito l’articolo comparso il 26 agosto su “controvoce.it” sulle irregolarità della sua discarica).

Sotto la pressione di una grande mobilitazione cittadina che raggruppò comitati civici, partiti e consiglieri dell’opposizione, e grazie anche all’ex assessore regionale all’energia e rifiuti Nicolò Marino, che fece una battaglia personale contro lo strapotere delle discariche private in Sicilia (e per questo destituito), il pericolo fu scampato. In compenso, in questi giorni, oltre alla perdurante “emergenza rifiuti”, abbiamo notato che nell’ampio parcheggio della S.S. 113, di fronte la stazione di servizio, si è creata dal nulla una discarica abusiva a tutti gli effetti, essendo comparsi due grandi cassoni in cui vengono stipati i rifiuti.

Praticamente una mini stazione di trasferenza. Ancora non ci è dato sapere se sono stati piazzati su disposizione dei commissari liquidatori o dell’amministrazione comunale, se siano di proprietà dell’ATO o presi a nolo e da chi.

(foto B. Alioto)

(foto B. Alioto)

Nel frattempo i cittadini continuano a segnalare alla ASP di Carini la situazione insostenibile, senza che questa si decida ad intervenire. Intanto apprendiamo che a Capaci invece è intervenuta, ed il sindaco, avvalendosi dell’art.191, ha chiesto lo “stato di emergenza sanitaria”, provvedendo a contattare una ditta privata per rimuovere i rifiuti.

Resta pure un mistero l’esatto ammontare del debito che il Comune di Terrasini ha nei confronti dell’ATO (parlando con assessori e consiglieri ognuno spara cifre diverse, chi 1.800.000, chi 2.500.000), né a che punto è il bando di gara per l’affidamento del servizio (ARO).

Nel frattempo alla Regione, presi come sono dal fallimento del Piano Giovani, stanno trascurando il fatto che, dopo l’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto uno dei funzionari regionali e il proprietario della discarica di Catania, si rischia un’emergenza rifiuti di proporzioni catastrofiche.

Con queste premesse non è difficile ipotizzare una nuova proroga del commissariamento (ATO rifiuti) fino a dicembre con buona pace dei commissari che continueranno a percepire la loro bella parcella e a ripeterci la stessa cantilena da tre anni a questa parte.

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