TORRENTE FURI, 1987-2014: e se si (ri)infuriasse?

UN COMUNICATO DEL M5S DI CINISI RIAPRE IL CAPITOLO DEI POTENZIALI PERICOLI RAPPRESENTATI DAL TORRENTE FURI IL CUI ALVEO NATURALE È STATO PROFONDAMENTE ALTERATO NELL’ULTIMO TRENTENNIO.
LA QUESTIONE RIGUARDA MOLTO DA VICINO ANCHE TERRASINI POICHÉ UN TORRENTE, QUANDO STRARIPA, SEMINANDO DISTRUZIONE, NON GUARDA I CONFINI AMMINISTRATIVI.

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Terrasini, il giorno dopo l’alluvione dell’87. Come appariva Via Palermo

di Giuseppe Ruffino

Credo sia abbastanza noto quanto io poco apprezzi i Grillo e i Casaleggio, e tuttavia questo aspetto del tutto soggettivo non ha mai impedito a me e agli altri della redazione di dare spazio ai militanti di base del M5S, cioè a quei ragazzi e a quelle ragazze che ci mettono la faccia e che, talvolta, ci rimettono pure. Da quando poi mi (ri)occupo di informazione, se ci viene richiesto, non esitiamo a pubblicare qualsiasi lettera o comunicato-notizia (lecita) da qualsiasi parte provenga, riservandoci, se necessario, il diritto-dovere di critica. Credo che questo atteggiamento, improntato al pubblico e democratico confronto, sia un dato che tutti ci riconoscono.

5 STELLE

Il comunicato del M5S

Ma ritornando ai militanti del M5S di Terrasini e Cinisi. Li osservo (li studio) perché  -ammettiamolo- con tutte le riserve e le critiche che si possono muovere loro, appaiono spesso animati da sincero spirito di servizio (finché non si guastano anch’essi!). A Terrasini, per quel che mi interessa, non ho difficoltà ad ammettere che sia l’unica “entità” che, nel sostanziale appiattimento generale, riesce in qualche modo a smuovere le acque chete della politica. Insomma, non ristagnano e non si rassegnano; cercano in tutti i modi di recuperare e orientare un’opinione pubblica alquanto rassegnata (ma non distratta). La differenza fra il “SUPER VERTICE” e la base, dunque, a mio avviso, non è insignificante, e più passa il tempo, maggiore si fa il solco.

Ma perché, direte voi, questo preambolo? Cosa ha a che fare tutto ciò col Furi? Semplice: l’altro ieri ci è pervenuto un nuovo “comunicato stampa” del M5S di Cinisi che segnala lo stato del torrente, che, come è noto, proviene dai monti di Cinisi, riversandosi nel mare di Terrasini (Porto peschereccio) dopo averne attraversato il Centro storico. Il Torrente Furi (o Gìfina) segna da sempre, per inciso, il confine giuridico-amministrativo fra i due Comuni.

Il comunicato, dopo aver premesso che le cronache ci raccontano spesso di centri urbani devastati dalla furia dei corsi d’acqua impazziti, richiama l’attenzione dell’Amministrazione civica di Cinisi sulle condizioni del Torrente. Il richiamo è fondato e non offre il fianco ad accuse di allarmismo o di demagogiche strumentalizzazioni; è un invito giudizioso e pertinente rivolto agli amministratori, poggiando sulla saggia cultura della prevenzione.

E infatti, poco dopo scrivono che «abusivismo selvaggio, incuria, opere di messa in sicurezza mai effettuate, disboscamento, opere di copertura dei corsi d’acqua (n.d.r.: talvolta abusivi) sono spesso causa di disastri». Il testo prosegue e si conclude con un esplicito il richiamo alla prevenzione cui prima accennavo.

Tuttavia, non per entrare nelle loro dinamiche interne, mi chiedo (e chiedo) come mai non sia stato coinvolto il M5S di Terrasini? Non sarebbe stato più produttivo concordare e sotto firmare insieme il testo da inviare alle rispettive amministrazioni? Forse anche fra i così detti grillini perdura quell’atavico quanto anacronistico campanilismo fra le due comunità? o si è trattato di una banale svista inconscia?! Altrimenti dovremmo pensare che i torrenti, quando straripano (giammai ci si augura che questo avvenga nel caso nostro!), lo facciano attenendosi ai confini amministrativi.

Infine il comunicato fa riferimento alla cementificazione intervenuta (una trentina d’anni fa) ad opera del Genio Civile del tempo.
A questo punto, allora, è interessante riandare alle date della storia recente della vita e delle “torture” inflitte a questo incolpevole corso d’acqua, che affratella più di ogni altra cosa le genti di Cinisi e Terrasini.

SABRINA VITALE, con la scheda che segue e alcune foto storiche d’archivio, fissa i passaggi salienti di quei momenti vissuti 27 anni fa tra Cinisi e Terrasini. Oggi, come spesso accade nella vita, tornano di attualità per essere da monito a tutti noi, ma soprattutto a chi regge le sorti amministrative dei nostri paesi. Paesi che amiamo o, almeno, dovremmo amare … nonostante tutto!

QUANDO IL FURI S’INFURIÒ

cinisi furi

 

Negli anni Ottanta del Secolo scorso, come molti ricorderanno, si verificarono ben due episodi di straripamento del Torrente Furi. Il primo  nel territorio di Cinisi, con conseguenze non indifferenti sulle colture agricole e sul centro abitato. Accadde tra il 16 e 17 gennaio del 1985, a monte della statale 113, a causa di lavori abusivi eseguiti sul letto del torrente. Autore del servizio, pubblicato in esclusiva nell’edizione cartacea di “Terrasini oggi”, fu Agostino Vitale (improvvisamente scomparso nel febbraio del 2005).

Il secondo episodio si verificò a Terrasini tra il 15 e 16 novembre del 1987. Molti danni e allagamenti nel centro abitato, ma per fortuna nessuna vittima.TERRA 1

Il Genio Civile aveva disposto (fra malumori non paragonabili alle odierne proteste) la cementificazione di diversi torrenti nella provincia di Palermo, tra cui il Furi.

“Terrasini oggi”, allora presente in edizione cartacea, si occupò della problematica con due diversi articoli di Giuseppe Ruffino, il primo dal titolo profetico “E SE IL FURI SI INFURIASSE?”. In realtà di profetico c’era ben poco: financo un bambino avrebbe capito che la cementificazione, che terminava in un incredibile imbuto curvo all’imbocco con Via Ralli, avrebbe causato ciò che poi puntualmente accadde una settimana dopo e cioè, come si è detto, nella notte tra il 15/16 novembre ’87.

TERRA 2Il successivo servizio, infatti, si limitò a “certificare” i danni e a registrare la paura di quella notte. Il titolo, inevitabilmente fu: “E IL FURI SI INFURIÒ!”.

La situazione odierna è diversa da allora: il cemento c’è ed è rimasto; successivamente, dopo l’inondazione furono eseguiti imponenti lavori sotterranei (nel centro abitato di Terrasini scorre sotto il manto stradale fino al porto) e, soprattutto, fu ampliato notevolmente l’imbocco in Via Ralli.

Oggi è invece necessaria un’attenta sorveglianza del suo intero corso poiché, a parte l’alveo cementificato su cui l’acqua piovana scivola senza alcun assorbimento naturale, resta la continua minaccia dell’accumulo di detriti, rami di alberi e rifiuti ogni genere spesso molto voluminosi che, in coincidenza con eccezionali eventi piovosi, potrebbero occludere gli imbocchi sottostradali causando danni analoghi a quelli di allora, se non peggiori.

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Terrasini, in prossimità di Via Ralli. A 12 ore dallo straripamento, il canalone in cemento del torrente faceva ancora paura

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Cinisi, 1985. Come appariva la mattina dopo la zona del quartiere “Chiusa”

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9 comments on “TORRENTE FURI, 1987-2014: e se si (ri)infuriasse?
  1. La zona non so come si chiama, ma si trova vicino ai pozzi scavati dai comuni di Cinisi e Terrassini. Vicino la curva a gomito esiste una falla dove le acque del torrente venivano indirizzate per alimentare i pozzi dei Monachelli e della pianura di Cinisi. Non so se l'informazione può essere utile.

    • Tutte le informazioni sono utili, anche quelle che a prima vista possono sembrare marginali. La tua, caro Emanuele, ci offrirebbe l’opportunità di altri filoni di discussione. Se ci fosse un geologo che conosce la zona si potrebbe fare un bel servizio.

  2. Tutte le informazioni sono utili, anche quelle che a prima vista possono sembrare marginali. La tua, caro Emanuele, ci offrirebbe l'opportunità di altri filoni di discussione. Se ci fosse un geologo che conosce la zona si potrebbe fare un bel servizio

    • Conosco un vulcanologo e sicuramente lo conosci anche tu, in quanto è sposato con Mariella Maltese (tua collega). Lui si chiama Fabio di Gangi, penso che a consultarlo qualcosa la dovrebbe pur dire. Solo che gira e rigira è sempre fuori. Buona Domenica.

  3. Ricordo perfettamente quell’evento … non riesco a capire come mai il genio civile ordinò la cementificazione dei torrenti; sarei curioso sapere quale è stato il criterio che hanno adottato per prendere questa illogica iniziativa (come perfettamente spiegata nell’articolo).

    • Caro Vito, la decisione di metter mano ai torrenti della provincia (e credo di altre) fu presa, appunto, dalla Amministrazione provinciale del tempo. Come scrive più su la lettrice Erina Pagano sarebbe stato sufficiente una attenta opera di ripulitura e la messa in sicurezza degli argini. Qualcosa di analogo (inondazione)in quella notte si verificò anche a Villagrazia di Carini. Ma nel caso si fosse preventivamente intervenuto secondo i criteri indicati dalla lettrice di cui prima, soldi da investire sarebbero stati di gran lunga inferiori rispetto alla cementificazione. A te le deduzioni!

  4. Ho vissuto quei tragici momenti del novembre 1987 e li ricordo bene.Successivamente ho affrontato il tema del dissesto coinvolgendo i miei alunni in una indagine sul torrente Furi, che era stato "ingabbiato". La cementificazione aveva cambiato la sua fisionomia e modificato l'equilibrio ambientale. Sarebbe bastata una attenta opera di ripulitura e sistemazione dell'alveo e degli argini e non si sarebbe verificata l'inondazione di un'ampia zona del territorio di Terrasini. Il problema,oggi potrebbe ripresentarsi, perché questo territorio è sempre più condizionatoalle azioni dell'uomo poco rispettoso del'ambiente…………e non mi pare che in questi anni sia stata fatta prevenzione o controlli in tal senso.

  5. I problemi di Cinisi sono anche di Terrasini ma è solo col tempo che qualcuno confermerà questa concezione.
    Per adesso è Cinisi che porta avanti tale lavoro ed in futuro chissà che non ci debbano essere più i confini anche nel m5s come i principi fondativi enunciano. Siamo tutti cittadini di questo mondo.

  6. Cara lettrice Erina Pagano, il tuo commento centra il problema. In un passo dell'articolo, infatti, se ci fai caso, il Furi viene definito "incolpevole". Siamo noi che vilentiamo la natura, e questa prima o poi ci si rivolta contro. E' -ora ci vuole- "legge di natura!". Grazie per il tuo qualificato intervento.

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