Ma Al Tempo Di Gesù Bambino C’era La Movida?

« … per far sì che questa piazza non diventi una discoteca a cielo aperto, una movida tutto l’anno… »

Da un commento di un nostro lettore, uno spunto per una ulteriore riflessione sulla “piega” che sta prendendo Terrasini.

movida 1 foto iniziale

 

 

 

 

 

Un commento che non è solo uno sfogo personale.
Lo ha lasciato un nostro lettore nell’articolo “Natale a Terrasini. Se non c’è polemica, che Natale è?”

Molto più che uno sfogo, dicevamo, ma una attenta e lucida analisi sulla (brutta) piega che sta prendendo Terrasini, sempre più “terra di nessuno” e dove il rumore ormai sembra fare da padrone.

Un commento che è quasi un invito ad aprire un dibattito sulla “movida” terrasinese, che tra suoni e (soprattutto) frastuoni, sembra essere diventata ormai l’unica “attrazione” del paese.

Perché se da un lato i nostri giovani hanno diritto al proprio svago tra un cocktail e una chiacchierata quasi estorta ai bassi e agli alti della musica in diffusione, dall’altro le regole basilari della convivenza civile imporrebbero il rispetto per chi negli stessi luoghi vive e svolge le attività quotidiane.

E non può passare inosservata, inoltre, la preoccupazione di chi vede sempre più Terrasini smarrire la propria vocazione turistica, per diventare solo un enorme spazio a disposizione del frivolo e scanzonato svago a suon di decibel.
Il dibattito è aperto.

“L’OPINIONE” di

Maurizio Castellano

Ma al tempo di Gesù Bambino c’era la movida?

La domanda può sembrare curiosa. Certo i locali del tempo non avevano gli amplificatori di oggi, non c’erano le luci laser multicolore nelle vetrine, e neanche le vetrine.

Non c’era chiasso, forse trambusto, provocato dal movimento degli zoccoli degli animali sul selciato, il vociare degli ambulanti che reclamizzavano le loro mercanzie, le grida dei bimbi che si rincorrevano, nei loro giochi, magari qualche urlo di mamma, preoccupata per i loro bimbi. Ma poi tutto nella sera veniva attutito, dal rientro in casa. Al tramonto la famiglia si riuniva intorno alla tavola per la cena. Dopo, tutti andavano a dormire.

movida 3E qui sta il punto. Oggi, invece, appena accomodati sulla poltrona nella nostra casa, stanchi per la giornata di lavoro, desiderosi solo di famiglia e riposo, cominciamo a vibrare insieme a porte e finestre, e pur non volendo ballare, siamo presi in un vortice di suoni, in un turbinio di frequenze altissime e bassissime, ma altrettanto disturbanti e roboanti, provenienti dall’esterno della casa.
E la loro origine è lì, sempre lì…piazza Duomo.

Ebbene si, anche in questo clima natalizio, le solite musiche non cessano, anzi rimbombano fortemente, persino nella Chiesa Madre, durante le Messe o quando il coro prova i brani per il prossimo concerto di Natale.

Il coro, quindi, smette di provare. Così che, una sera, una gentile corista, non potendone più, va dal gestore del locale, chiedendo di cessare quella musica. Avendo avuto un diniego, sempre dal gestore, per impegni già presi (dice lui), chiede almeno che il volume venga abbassato.
Ma dopo un po’, la musica riparte a tutto volume mettendo in crisi coristi e Arciprete .

Girando per la rete, guarda caso, mi sono imbattuto in un sito riguardante “come aprire un Bar “ in cui, udite udite , si consiglia ai futuri gestori di bar quanto segue:
«…. Al di là di leggi e regolamenti vorrei però dare un consiglio dettato dall’esperienza. Cercate di tener buoni i vostri vicini, e se si lamentano del rumore, senza aspettare che chiamino i vigili e che sia la legge a stabilire chi ha ragione, cercate di ascoltarli, andate in casa loro e valutate il rumore, abbiate la buona volontà di abbassare il volume, un vicino amico e meglio di uno nemico quando si ha una attività. Una volta, in un locale che dirigevo, siamo arrivati a mettere, a spese nostre, le doppie finestre ad una anziana coppia che viveva di fronte (addirittura !!).
Ah, discorso diverso è se il rumore è provocato dai clienti all’esterno del locale, in questo caso sono loro a correre i rischi, ma, sempre per un discorso di buon vicinato sarebbe opportuno chiedere ai nostri clienti di rispettare il sonno altrui…». (da “Aprire un Bar” )

movida 2A pensare che basterebbe così poco! Solo buonsenso e….
Comunque non pensiate, che dietro questa bonaria ironia (la mia ) si nasconda un animo sconfortato e rassegnato. Sono, anzi, siamo (non siamo soli) indignati , inc…. , arrabbiati e agiremo in tutti i modi e le maniere per far sì che questa PIAZZA NON DIVENTI UNA DISCOTECA A CIELO APERTO, UNA MOVIDA TUTTO L’ANNO, ma che invece ridiventi una PIAZZA dove le famiglie possano passeggiare, magari dopo cena, sorseggiando un caffè o un digestivo, senza che vengano aggredite da rimbombi e senza che il tavolino all’improvviso si innalzi insieme a loro, e con loro anche i residenti della Piazza.

Mi chiedo, basta pagare il suolo pubblico al Comune perché si abbia il diritto di infastidire anche d’inverno le Famiglie che non desiderano e non hanno nemmeno il tempo di frequentare i bar?

I Comuni sono veramente così bisognevoli di soldi per permettere tale nefandezza? Perché qualcuno ha deciso così? E chi?

P.S. Dimenticavo, noi gli infissi con le doppie finestre li abbiamo già messi, e pagati a spese nostre. Prima o poi i Cittadini si sveglieranno e, forse faranno pagare al Comune, non indigente, i danni morali e materiali derivanti da questo continuo supplizio.

(Maurizio Castellano -Terrasini-)

 

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2 comments on “Ma Al Tempo Di Gesù Bambino C’era La Movida?
  1. Gentile amico,
    lei ha messo il dito su una piaga che è più larga e profonda di quanto la descriva. La “Piazza” è la metafora del nuovo corso terrasinese. Lo avevo detto e scritto, ma inascoltata Cassandra, ho gridato al vento la rabbia e lo scoramento per la colpevole indifferenza dei miei concittadini. La rimozione di alberi quasi secolari, il basolato difforme da quello previsto, la messa in posa di panchine troppo grandi per essere vere hanno provocato nel migliore dei casi un sussurro di protesta, subito messo a tacere da un’amministrazione tracotante e priva di qualunque freno inibitore. Si sono impossessati della piazza ne hanno deciso la sorte, l’hanno svenduta al migliore offerente ed hanno continuato nel segno di una nuova filosofia del profitto ad ogni costo. I cittadini paghino e tacciano. La piazza è stata il banco di prova, la prima pietra su cui costruire un nuovo spregiudicato modo di amministrare che si espanderà a macchia d’olio su tutto il territorio verso cui non verrà usato alcun rispetto. E il popolo che dorme prima o poi dovrà aprire gli occhi, sperando che non sia già troppo tardi. Gesù Bambino è passato dalla piazza, ma ha giurato di non tornarci …………

  2. sono disperata ho chiamato i carabinieri più di una volta sono contenta che qualcun altro abbia sollevato il problema sono stata dai vigili urbani ho parlato con il comandante, sono stata dall'assessore ma a quanto pare il guadagno di un singolo bar è più utile del sonno tranquillo dei cittadini vi giuro che c'è da impazzire fermate questo scempio se siete capaci voi grazie

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