CHE NE DITE, RIPARTIAMO?

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Spigolando qua e là su Facebook, ogni tanto qualcosa di interessante si legge: pensieri brevi, fulminanti … scosse!
Per questo riprendiamo e rilanciamo dal Gruppo aperto “Noi di Terrasini che …” il pensiero che ha postato l’altro giorno una sua iscritta.

l’“OPINIONE” di

Giulia Randazzo

«Noi di terrasini che. …
Non riusciamo a essere presenti e a fare gruppo neanche virtualmente.
A quasi un anno dall’apertura della pagina mi chiedo. ..
C’è un motivo per cui non è decollata come quella dei cugini cinisari? Qualcuno lo sa?
Io penso che del nostro paese un po’ ce ne freghiamo. E diamo la colpa agli amministratori se le cose vanno male.

Ma la colpa è di tutti noi, che taciamo quando invece dovremmo gridare e far sentire la nostra voce.
E poi ci sono troppe distanze. C’è il terrasinese che trae profitto dalla chiusura della piazza, e c’è quello che se ne lamenta perché non riesce ad andare avanti con la sua attività commerciale.
Potrei farne un bel po’ di esempi …

Ma quello che volevo dire è che sarebbe bello se, invece di postare foto di sconosciuti, si cercasse di fare gruppo per il bene del paese. Potremmo conoscerci meglio, confrontarci, ridere, darci anche una mano …

Che ne dite? Ripartiamo, mettendo da parte i divieti e le polemiche?».

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One comment on “CHE NE DITE, RIPARTIAMO?
  1. Quanto scritto dalla sig.ra Randazzo è sacrosantamente vero, e dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che noi terrasinesi siamo una comunità strana, sempre pronta a murmuriare, permalosa, a volte vuciazzara, ma fondamentalmente inoffensiva. Non parliamo apertamente, ma siamo pronti a criticare chi lo fa, meglio se alle spalle, non partecipiamo alle manifestazioni di protesta, sperando che altri facciano il lavoro “sporco” per noi, non ci esponiamo perchè abbiamo sempre qualche favore da chiedere. Se non riusciremo a modificare questo atteggiamento, non cambierà nulla, e i responsabili della cosa pubblica potranno dormire sonni tranquilli, qualunque sia il loro operato. Per questa “rivoluzione culturale” una parte importante deve avere l’informazione libera, che senza timidezza e senza fare sconti deve informare e approfondire senza tema di essere considerata inquisitrice. Chi manifesta il proprio pensiero alla luce del sole ed è pronto ad accettare le critiche che fanno parte dell’informazione, sarà sempre dalla parte della ragione, la sola che può determinare il cambiamento.

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