CON I PIEDI DI PIOMBO

carabinieri copertinaSULLA MATRICE DEGLI ATTENTATI È PREMATURO -A NOSTRO AVVISO- AZZARDARE IPOTESI, SOPRATTUTTO SE CI SI RICHIAMA A DINAMICHE MAFIOSE.

Un nostro commento sui fatti inquietanti che hanno riguardato ultimamente Terrasini, dove ormai si può parlare di un’emergenza sicurezza così come avviene nel resto del Paese, complici anche i tagli al settore operati dal governo Renzi.

Che l’intimidazione ai danni della caserma dei Carabinieri di Terrasini – come abbiamo evidenziato in nostre note precedenti – rappresenti un episodio di inaudita gravità, è fuori d’ogni dubbio. Così come altrettanto gravi sono stati gli attentati all’Iclub e all’attività commerciale in pieno centro.

È evidente che a Terrasini qualcosa non va. Il verificarsi di atti criminosi, con obiettivi diversi, ma tutti a scopo intimidatorio in un così breve lasso di tempo, non può che procurare apprensione tra i cittadini.

Un problema sicurezza esiste. La facilità con cui questi atti sono stati compiuti, la tranquillità con cui gli autori dei gesti hanno agito, quasi certi di non essere colti in flagranza, la dice lunga su come il controllo del territorio a Terrasini, specie nelle ore serali e notturne, sia pressoché nullo. images 2

Ma avanzare l’ipotesi che i tre fatti criminosi siano legati tra loro, opera di un’unica mano, o che addirittura, come già precipitosamente avanzato, possa esserci l’ombra della mafia dietro gli attentati incendiari, pare a dir poco azzardato non avendo nessuno di noi il ben che minimo bagaglio di elementi e dati oggettivi certi cui attingere. Si possono fare “analisi”, “ipotesi” di ogni tipo, ma è bene ricordare che alla fine spetta agli inquirenti, sulla base degli elementi raccolti, tirare le somme.

Tutti gli altri soggetti, dalla politica alla stampa, passando per le associazioni civiche e culturali, dovrebbero soprattutto impegnarsi nel dibattito, nel pretendere maggiori presidi sul territorio, stimolando l’attenzione sul particolare momento che sta vivendo la Comunità.

La politica, poi, dovrebbe andare oltre i semplici attestati di solidarietà che spesso lasciano il tempo che trovano. C’è infatti una grave emergenza sicurezza che investe tutta l’Italia e che coinvolge, come purtroppo abbiamo visto, anche la nostra comunità. Il tutto mentre il Governo Renzi continua a disporre irrazionali tagli alle forze dell’ordine, a discapito della sicurezza dei cittadini, nell’imbarazzante silenzio di quasi tutta la classe politica.

molotov-lancioPer quanto ci riguarda, preferiamo non imbatterci nel campo delle ipotesi lanciate in maniera improvvida, le quali sono spesso dettate solo dall’emotività del momento.
Certo, non si può escludere nulla a priori. Né la matrice mafiosa né il gesto di un balordo né la vendetta personale né i futili motivi. Così come non si può escludere l’azione di uno squilibrato.

Non possiamo fare a meno di ricordare, a questo punto, la notizia lanciata con inusuale tam tam sul fuoco appiccato, pochi giorni fa, da qualche ragazzino a un sacchetto della spazzatura abbandonato dinanzi a una scuola del paese. E, ancor più grave, quanto accadde qualche anno fa a Cinisi, con le bottiglie di acido corrosivo lanciate, a distanza di pochi giorni, contro la porta di casa di Peppino Impastato. Immediatamente, senza prima attendere il benché minimo riscontro, si mise in moto la macchina della solidarietà. L’antimafia militante schierò l’esercito migliore, la stampa nazionale si interessò del caso, si scomodò perfino l’allora presidente della Camera Fausto Bertinotti. Alla fine si scoprì che si trattava solo del gesto isolato e inconsulto di un compaesano.

Ecco perché bisogna andare con i piedi di piombo!

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