TERRASINI TERRA DI NESSUNO

Il degrado culturale genera ulteriore degrado. Ormai è chiaro: c’è un problema di ordine pubblico. Interventi immediati per ripristinare la tranquillità, certo. Ma se a Terrasini non si riprende a produrre Cultura, il paese continuerà a ‘impoverirsi’.

Listener - Copia

«Alcune città sono splendide, di notte. Gotham non è una di queste»

Si spara. A Terrasini si spara. Siamo più che convinti che mentre scriviamo il sindaco Massimo Cucinella sia già per strada, direzione Palermo, per andare a incontrare il Prefetto per fare innanzitutto il punto della situazione e chiedere interventi immediati. Sì, perché a Terrasini c’è ormai un chiaro problema di ordine pubblico. È inutile continuare a nasconderlo. L’episodio di ieri sera rappresenta il culmine di una situazione ormai sfuggita di mano; provvedimenti immediati e drastici appaiono più che necessari. Risse, accoltellamenti, schiamazzi fino alle prime ore dell’alba, alcolici a fiumi, zero controlli. Il tutto condito dall’assordante musica dei locali che, ormai è chiaro, rappresentano l’unica attrazione del paese, nella più totale anarchia e nel più totale disprezzo della civile convivenza. Lo abbiamo scritto più volte e abbiamo pubblicato diversi interventi dei residenti esausti, costretti a passare le notti in bianco.

Quali le cause del declino del paese? Il degrado a Terrasini ha preso il sopravvento – e proprio in questi ultimi anni ha avuto una spaventosa accelerata – da quando si è completamente abbandonata l’idea di Cultura e di sviluppo culturale. A Terrasini Cultura non ce n’è, non se ne produce, non rientra nell’agenda di chi amministra. Il paese è ormai solo un luogo di scanzonata distrazione a cielo aperto. Decibel, cocktail, schiamazzi, risse. È questa l’inquietante immagine che oggi Terrasini offre. Il verificarsi di episodi come quello di ieri sera rientrano appunto nell’esatta cornice di ciò che oggi il paese rappresenta. Dove c’è degrado culturale, si sviluppa ulteriore degrado. La delinquenza trova il suo habitat naturale.

Oggi occorrono innanzitutto interventi immediati: la presenza di più pattuglie delle forze dell’ordine, più controlli, specie nelle ore notturne, per cercare di ridare tranquillità al paese. Ma non basta. È necessaria un’inversione di tendenza, per recuperare l’immagine di Terrasini. Occorre ripartire dalla Cultura e per farlo bisogna avviare un processo in grado di togliere la nomea che negli ultimi anni ha marchiato Terrasini: un paese dove si beve e si balla fino a tarda notte, dove nelle strade e nelle piazze si fa quel che si vuole e senza nessun controllo.

Non è facile. Serve la collaborazione di tutti. A partire dalle Istituzioni, a partire da quell’Assessorato alla Cultura al quale bisogna cominciare a riconoscere l’importanza che riveste. Una delega importantissima che il più delle volte, specie in provincia, i sindaci assegnano solo per pagare cambiali elettorali.stemma

Una lucida e spietata analisi uscì qualche anno fa sul Venerdì di Repubblica. Autore il regista e scrittore Ruggero Cappuccio che concentrò la propria attenzione sulla figura dell’assessore alla Cultura negli Enti Locali, incarico di fondamentale importanza per lo sviluppo di una comunità che, il più delle volte, secondo lo scrittore, viene svolto da personaggi che con la Cultura hanno davvero poco a che fare. Eccone alcuni stralci:

Sareste disposti a sottoporvi a un delicato intervento cardochirurgico facendovi operare da un apprezzato idraulico di provincia? Vi fareste estirpare un dente affidandovi a un falegname? Evidentemente no. Nelle cose delicate cerchiamo operatori competenti, che realizzino una sintesi tra esperienza e dedizione. Perché allora la vita culturale di una nazione deve essere amministrata dall’ incompetenza di una falange barbarica che si nasconde sotto la denominazione di assessori alla Cultura?
Si tratta di un marchio di origine incontrollata, avvelenato da soggetti che fino al giorno prima si occupavano di urbanistica, di bilanci, di nettezza urbana o di niente. L’ottanta per cento della casta assessoriale arriva alla poltrona della cultura per aver preso pochi voti rispetto ad altri eletti e passa il tempo, specie in provincia, a distribuire danaro agli amici che si dilettano di musica, di danza, di teatro. Ha a cuore i numeri e le piazze piene, finanzia a peso d’oro concertini di musica leggerissima e sagre che vengono spacciate per manifestazioni di alto profilo. (…)
I cittadini dovrebbero sapere prima del voto quali siano i candidati designati per un ruolo così delicato. (…).

Senza riferimento alcuno agli assessori alla Cultura di Terrasini, passati e attuali, le parole di Cappuccio sembrano combaciare perfettamente con la triste realtà che coinvolge ormai da tempo anche Terrasini. Ma forse, secondo chi governa, va bene così per quel «popolino di calia e simenza».
____________________________________________
Il nostro Blog, come accennato, si è più volte interessato del problema, dando ampio spazio a lettere e interventi di varia natura. Ecco alcuni link di riferimento:
schiamazzi nel centro storico;
elogio del silenzio;
semplicemente e faticosamente vivere di fronte alla villa;
ma al tempo di gesù bambino c’era la movida?
risse in piazza

(La Redazione)

Commenta su Facebook
6 comments on “TERRASINI TERRA DI NESSUNO
  1. C'è un momento in cui non si può stare a guardare o girare la faccia da un'altra parte. "“la legalità è la forza dei deboli, è il baluardo che possiamo opporre ai soprusi,alla sopraffazione,alla corruzione”.

  2. Cappuccio descrive bene la sindrome dell'anticultura il male che le amministarzioni inflingono al loro territorio , si abbina alla cultura lo sport e il turismo, come se con una partita di calcio e un campionato si possa sviluppare il senzo della educazione civica, senza parlare delle politiche turistiche, il risultato e la chiazza china… talia…. . Insomma se dobbiamo ascoltare Cappuccio che cultura dovremmo "adoperare"? cosa significa per Cappuccio ruolo delicato? Certo il problema culturale non viene dai rappresentanti amminstrativi o dai sindaci eletti, direi il problema e nazionale meglio costituzionale, e poi chi potrebbe rappresentare la cultura a terrasini? forse limpiegato ora in pensione che si spaccia per poeta oppure il romantico pittore della domenica, o che so l'ex banchiere lui di cultura ne sa. chi a terrasini potrebbe proporre una cultura che aiuti la societa a risollevarsi, con quali metodi??? Non credo che non ci siano elementi validi, ma per fare in modo che queste persone siano al posto giusto ci vuole il consenso del popolo , ma il popolo oggi e in un degrado sociale lobotomizzato dall'apparire e non dall'essere, lobiotomizzato da interventi turistici che sovralcano l'essenza del problema. E poi scusa ma quando mai a terrasini si e fatto cultura , hai un esempio ???? insomma l'articolo mi piace ma a quando le proposizioni a quando un articolo con le palle che parla di cultura, di cultura laica e non religiosa con feste festicciole santi se santini, io penso che se una cultura dovrebbe essere proposta a terrasini dovrebbe prima di tutto essere senza elementi religiosi. Con questo non voglio dire che lo studio della religione deve essere abbolito ma fin quando si continua a dare un senzo religioso alla cultura la societa non cambiera, di questo l'esempio lo possiamo vedere nel passato, oggi abbiamo bisogno di altro o meglio abbiamo bisogno di dividere la religione dalla parola cultura, abbiamo bisogno di dividere la politica dalla cultura.

  3. Stimolato dal tema proposto decidi di intervenire con un commento, poi decidi di rinunciare: perché dovresti, ti chiedi, e per chi? Ho letto, nel tempo, interventi inqualificabili nella forma e nella sostanza, libere interpretazioni fornite da improvvisati critici d'arte sulla cultura in tutte le sue espressioni, scritte o pronunciate in una lingua incomprensibile infarcita di errori, in cui viene sciorinata, con presuntuosa enfasi, una successione di giudizi risibili che a pieno titolo troverebbero posto nei comizi di Cetto Laqualunque. Parlare di cultura ha un senso quando la cultura non abita più quì?

  4. "I cittadini dovrebbero sapere prima del voto quali siano i candidati designati per un ruolo così delicato. (…)." ? 1997 Terrasini, elezioni amministrative: uno dei candidati a Sindaco annuncia che, qualora eletto, l'assessorato alla cultura sarebbe stato affidato al Prof. Giovanni Ruffino, terrasinese, docente presso la facoltà di lettere di Palermo (qualche anno dopo ricoprirà anche l'incarico di Preside della stessa facoltà); un altro candidato annuncia la sua "squadra", indicando come assessore alla cultura un commerciante di materiale per l'edilizia. indovinate (per chi non lo dovesse ricordare): chi dei due assessori designati ha, per ben 5 anni, amministrato la cultura?
    La classe dirigente del Mio paese, purtroppo, è esattamente lo specchio della società terrasinese, pertanto " secondo chi governa, va bene così per quel «popolino di calia e simenza".

  5. tutto quello che c'è in premessa citato in questo articolo oggi è stato riportato al sindaco da alcuni cittadini abitanti nelle vie adiacenti alla piazza, hanno chiesto di far cessare il declino di Terrasini, soprattutto la musica ad alto volume, ma mi è sembrato di capire che l'interesse di alcuni o per meglio di dire di uno che deve guadagnare in Piazza sia più alto dell'interesse pubblico del quieto vivere e del buon riposo notturno,,,, credo poco che con questa amministrazione si possa ricavare qualcosa di buono, ma speriamo bene, comunque abbiamo intenzione di costituire un comitato cittadino per la difesa dell'ordine pubblico e dell'inquinamento acustico.

  6. Mi duole dirlo, ma oggi assistiamo nel nostro paese ad uno scenario dove le tante incompetenze si fondono con tanto degrado e tutto è ormai fuori controllo………e "il degrado culturale , come in un circolo vizioso, non può che generare ulteriore degrado"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *