FESTA DI LI SCHIETTI. Una Nuova Teoria Sulle Sue Origini … “All’Ombra Dell’Albero Più Bello”

COPERTINA EDITORLa prossima domenica di Pasqua si svolgerà, come ogni anno, la “Festa di li Schietti”, trapiantatasi a Terrasini presumibilmente sul finire dell’800. Pensiamo di conoscerla questa antica manifestazione popolare, ma, in realtà, ne conosciamo solo gli aspetti più esteriori. Per meglio entrare nello spirito di essa, può forse aiutarci  -dopo le riflessioni di SALVATORE CASCIO di molti anni fa-  il  recente libro di FARO LO PICCOLO intitolato “All’ombra dell’albero più bello” * (Ed. Simposium, 2012, p. 109).

(SEGUE UN BREVE VIDEO CON SEQUENZE DI UNA VECCHIA EDIZIONE DELLA FESTA E FOTO STORICHE)

Al di là della sua ipotesi (sorretta da un insieme di tracce e di elementi) sulle origini ebraiche, Lo Piccolo ha sicuramente il merito di averci mostrato l’esatta portata dei simboli (albero in primis) che ruota attorno all’aranciu àiru (arancio agro, melangolo).

Infatti, nonostante noi si sia nati e cresciuti all’ombra dell’Albero, in realtà ne sconosciamo (li vediamo sfocati) gli elementi simbolici che lo contornano e lo contornavano e, di conseguenza, se ne è abbondantemente persa la ritualità originale che la animava. Pochi infatti, fino ad ora, ci avevano mostrato (ricordato) in modo minuzioso l’esatta portata di questi simboli che fanno da cornice a quello che Lo Piccolo preferisce definire “rito”. Il tutto, inoltre, pone un interrogativo fondamentale a cui l’Autore cerca di rispondere: come mai un rito di matrice pagana (secondo l’idea più diffusa) coinciderebbe con i giorni della Pasqua cristiana? ALZATA ALBERO

Ma ecco alcuni brevi passi tratti dal primo paragrafo intitolato «Sulle sue tracce» (p.19)

«È incredibile come voli il tempo! Sembra ieri, eppure da allora sono trascorsi cinquantasei anni precisi. Mi riferisco all’indimenticabile Pasqua del 1956. […].
Avevo diciotto anni, oggi ne ho settantaquattro, non tanto vecchio, perciò, da non ricordare […] ad esempio, che anche quell’anno, come tutti gli anni, le donne avevano ripulito … purificato da cima a fondo le loro case, avendo cura di non lasciare, in qualche angolo, una sola briciola di pane lievitato.

«[…] In chiesa … nel Duomo, il Signore … il Re dei Giudei, corona di spine … fronte rigata di sangue, era già stato adagiato nel sarcofago a vetri postoARAZZO QUARESIMA CHIESA TERRASINI ai piedi di un altare laterale. Il “corpo” senza vita, un antico manufatto in cartapesta, destava impressione con quei lunghi capelli veri ed i pezzi di robusta tela che, a guisa di carne, saldavano gli avambracci alle braccia e queste alle spalle. Con quegli artifizi sembrava un autentico morto, tanto da fare scantari (‘spaventare’) noi bambini. Solo più tardi, invece, ci saremmo indignati per il deicidio (ahimè, questo ci era stato insegnato!) commesso dai … “perfidi Giudei”.

«Intanto nell’altare centrale, accompagnato dal cigolio delle carrucole, avevano lentamente innalzato l’imponente telo scuro, e ora in ogni dove era mestizia. Poi, legate le campane, chiuso il tabernacolo e messe al collo le chiavi, l’arciprete, nel gran silenzio rotto dal rauco ritmare rî tràcculi, avrebbe di lì a poco guidato la solenne processione del Venerdì Santo.

albero su banco«Fuori dal Duomo, fra le polverose vie del contado, prendeva forma, frattanto, una diversa entità parallela di cui percepivo confusamente il mistero; un mistero tutto umano e terreno che sembrava –sottolineo sembrava– far … ombra al divino.
Lungo questo incerto confine fra spirito e materia (?), avvenne quell’anno il mio primo vero incontro con … l’Albero.

[……………………..]

«La prima cosa che mi incuriosì fu quando il mio amico mi informò che, nella notte fra Venerdì e Sabato Santo, ci saremmo dovuti alzare prestissimo, ben prima dell’alba (praticamente al buio) per recarci in campagna a tagliare l’albero e a scannari l’agneddu. «Ma come …? prima dell’alba? e in quale giardino dobbiamo andare?», gli avevo chiesto perplesso. Mi aveva risposto semplicemente: «A Patirniedda». Ma si trovava a due passi dal paese e anche col carretto ci avremmo impiegato al massimo tre quarti d’ora, dunque che bisogno c’era di muoverci con tanto anticipo? Lui, per tutta risposta, aveva scrollato le spalle ed io, alla fine, mi ero dovuto rassegnare. […].»

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* con approfondimenti di Graziella Moceri e stesura di Giuseppe Ruffino

IL VIDEO e le foto antiche

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One comment on “FESTA DI LI SCHIETTI. Una Nuova Teoria Sulle Sue Origini … “All’Ombra Dell’Albero Più Bello”
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