E LA CHIAMANO ESTATE

Un cartellone estivo, nonostante le risicate somme a disposizione, un po’ più di qualità rispetto agli ultimi anni. Ma è davvero poco, o forse nulla, rispetto all’idea di turismo che Terrasini meriterebbe per il suo rilancio.

di Franco Cascio

Piazza Duomo dall'alto (Foto Piero Gallina)

Un programma estivo con trentamila euro –cifra stanziata dal Comune interamente coperta con la tassa di soggiorno, secondo quanto dichiarato dal sindaco Massimo Cucinella– che prevede tra l’altro spettacoli di musica classica, jazz e spensierate serate di cabaret, è forse un piccolo miracolo. Non è facile allestire un programma estivo con risorse così limitate, bisogna riconoscerlo.

Ma considerarlo come un tentativo per intercettare flussi turistici di qualità appare parecchio azzardato. Terrasini, soprattutto da qualche anno a questa parte, sembra avere abbandonato ogni velleità di paese turistico, accontentandosi della più modesta etichetta di “paese di villeggiatura”.

Basta dare un’occhiata a cosa è diventata piazza Duomo, il cuore del centro storico. Privata prima dell’ombra dei suoi ficus e poi vittima di una lenta “lottizzazione”: la divisione in porzioni per soddisfare le esigenze delle attività commerciali, ognuna con i propri confini ben delimitati. La stagione calda, perlomeno, ci risparmia quelle grossolane pareti di plastica, approntate dai gestori dei locali nei mesi invernali, che tanto ricordano inquietanti tende a ossigeno.

«Il turista è colui il quale si sposta da casa propria per svagarsi, riposarsi…» si legge nel programma elettorale dell’allora candidato a sindaco Massimo Cucinella. Svago, riposo, appunto, che richiama più il concetto di villeggiatura che quello di turismo. E, in effetti, almeno questo punto del programma del sindaco non si può dire che non sia stato ampiamente rispettato, se per svago si intende baldoria, alcol, musica ad alto volume, divertimento sfrenato.

Riposo che invece è stato negato ai residenti, costretti loro malgrado a pagare il prezzo più alto della trasformazione del centro storico in una discoteca a cielo aperto: “la movida” la chiamano. Esasperati, sono arrivati a proporre diffida nei confronti del sindaco.

?????????????Terrasini, lo abbiamo ribadito tante di quelle volte, necessita di una programmazione turistica che parta da lontano, che non si limiti alla stesura di un cartellone di eventi a ridosso dell’estate. Il paese, per la sua storia, per la sua posizione geografica, per il suo nome, merita ben altro.

I flussi turistici di qualità sono solo un lontano ricordo e, per molto tempo, lo saranno se si continua con questo modello di idea di turismo. Per invertire la tendenza occorre una nuova concezione, che non si fermi certo allo svago e ai portafogli svuotati nelle casse dei bar.

Con le risorse naturali e culturali di cui dispone, Terrasini -rispetto ai comuni limitrofi (non ce ne vogliano gli amici confinanti)- merita molto, ma molto di più.

Intanto, non possiamo che accontentarci di questo. D’altronde questo è il vino che abbiamo nella botte!

 

 

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2 comments on “E LA CHIAMANO ESTATE
  1. La tassa di soggiorno dovrebbe servire (essendo una tassa di scopo) a favorire e finanziare quelle attività collaterali e propedeutiche allo sviluppo turistico del territorio. Ma un'amministrazione priva di qualsivoglia idea di turismo e priva di una strategia mirata ad attrarre la fascia di turismo compatibile con l'offerta di scenari naturali e attrezzature adeguate non può che affidarsi alle iniziative di singoli il cui unico scopo è il guadagno immediato anche se non rispettoso delle esigenze altrui della serie cu acchiappa un turcu é suo, costi quel che costi (agli altri). Ma questo è il "turismo" che ci è rimasto ed è quello che ci meritiamo.

  2. sono pienamente d’accordo, io vengo a Terrasini in vacanza,e provo sgomento la piazza,divenuta impraticabile, si ci siede per consumare qualcosa, e dopo dieci minuti bisogna scappare.Tutte cose che in un paese civile,l’amministrazione ne prenderebbe atto!!!!

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