Appuntamenti Culturali: “L’AVARIZIA” FRA BERGOGLIO E STEFANIA

Jorge Mario Bergoglio, appena eletto Papa col nome Francesco, non si dimenticò di telefonare a Stefania Falasca, una giornalista amica di vecchia data. Stefania sollevò la cornetta e udì una voce a lei familiare: «PRONTO? SONO FRANCESCO». Accanto a lei un incredulo Giovanni Valente, suo marito, anch’egli giornalista. Incredibile! In quel momento si era ricordato anche di loro.

Bergoglio, infatti, era loro ospite nei giorni precedenti l’inizio del Conclave. Con quella telefonata si scusava del fatto che quella sera non avrebbe potuto raggiungerli a casa e che quindi era inutile aspettarlo a cena.

Listener - Copia

E non è senza significato che a parlare di AVARIZIA sia proprio lei, Stefania Falasca dopo l’Enciclica Laudato si’ e dopo avere seguito il Papa nel suo recentissimo viaggio in America Latina.

 Con l’Associazione culturale
“Così, per passione!”
per il ciclo  “i 7 vizi capitali”

“AVARIZIA”

DOMENICA 26 LUGLIO  ore 19:30
-VILLA ADRIANA Golden Park- Terrasini-Cinisi

Listener 2 - Copia

 

 

 

Commenta su Facebook
5 comments on “Appuntamenti Culturali: “L’AVARIZIA” FRA BERGOGLIO E STEFANIA
  1. Caro Giuseppe, ho visto che dopo il mio commento sul tema dell’incontro di domenica prossima ” Ottima occasione per gli avari per misurarsi con se stessi” si è scatenata una diatriba di non semplice risoluzione. Se da una parte mi fa piacere rilevare che a volte il fuoco della polemica che cova sotto la cenere esplode e si rifà fiamma nei momenti meno prevedibili, dall’altra mi dispiace che ciò sia avvenuto su un argomento e una manifestazione culturale. Io penso che non sarebbe dovuta essere questa l’occasione per uno scontro più attinente alla sfera ideologica e politica che a quella culturale, riferita cioè a una cultura che, nel caso che ci occupa non è dozzinale e di consumo, ma mostra piuttosto i presupposti e i crismi di quella di buon livello. Non capisco ne condivido i toni e gli argomenti esposti per accreditare la tesi che la sponsorizzazione del Gal non sia pertinente ne prevista tra gli scopi dell’ente sponsorizzante e che, pertanto,l’eventuale contributo per la realizzazione del programma non sia dovuto o addirittura sia usurpato. Io sarei d’accordo se queste considerazioni si riferissero a progetti e finanziamenti per opere che costano centinaia di migliaia di euro e per le quali è difficile trovare piena giustificazione, come nel caso del restauro della facciata di un palazzo, o in quello della ristrutturazione di un edificio comunale concesso in uso a terzi o in quello del mercato del contadino per il quale sono state progettate e strutture inopportune e velleitarie per l’invadenza architettonica e i costi sostenuti. Tutte ragioni sacrosante che non mi sento di condividere per confutare l’opportunità di erogare sponsorizzazioni e contribuzioni per manifestazioni culturali che abbiano lo scopo, al pari dei contributi per la creazione di strutture, di fare crescere il territorio in tutte le sue componenti. Tra gli sponsor dell’associazione organizzatrice ci sono operatori privati che secondo le teorie che sono alla base della contestazione, non avrebbero nessun interesse pratico a finanziare simili manifestazioni. Sono queste illuminate figure di imprenditori che rendono possibile sperimentare strade che non saranno forse percorsi agro alimentari ma che conducono lo stesso in luoghi in cui l’animo si pasce. Mi auguro che i toni si abbassino e che ci sia una ampia e libera partecipazione all’evento. Non sono tante le occasioni per incontrarci per discutere concretamente di temi astratti e questa è una di queste.

  2. Caro Giacomo, ho letto con estremo interesse le tue generose e libere considerazioni che, ovviamente, condivido dalla prima all’ultima parola. Ma non sono io che avresti dovuto chiamare in causa quanto, semmai, gli animatori dell’Associazione culturale “Così per … passione!” di cui il giornale si è limitato a dare notizia (una sorta di comunicato stampa) di un evento reputato degno di essere evidenziato. Questa Associazione culturale da tempo organizza “per … passione” (anche questo giornale esiste “per passione”, senza alcun minimo ritorno di “tasche”, anzi ci si rimette) simili eventi e, credo, sia fra i pochissimi motori culturali liberi e di livello che generosamente “producono” qualcosa di eccellente per questo nostro martoriato paese, in cui quasi tutto si fa per un tornaconto personale (a tal proposito mi sono sembrate profondamente ingenerose le accuse relative alle “tasche”). Per fortuna, però, si sono aggiunti altri commenti su FB che hanno in buona misura onestamente ristabilito il giusto equilibrio. A volte capita (in questa odierna società così complicata e “insidiosa”) di andare fuori misura, di non centrare il vero o i veri obiettivi. Anche in questo caso si è verificato questo “sconcentramento” (capita negli “eccessi” di passione!). Voglio aggiungere un’ultima cosa e chiudo. Agostino Cardinale, responsabile e fondatore dell’Associazione culturale in questione, coadiuvato da tante altre persone intelligenti, è sotto alcuni aspetti lontano dalla mia personale visione della vita. E tuttavia questo non può impedirmi -come anche tu, caro Giacomo hai fatto- di ritrovarmi oggi e qui a evidenziarne i meriti. Potrebbero esserci anche i demeriti (chi non ne ha?!), ma quelli fanno parte del passato e personalmente a me -come qualcuno ebbe a dire una volta- «mi interessa non da dove vieni, ma dove vai!».

  3. Oramai da diverso tempo frequento Terrasini e molto spesso per presenziare alle iniziative dell’Associazione “COSI’ PER PASSIONE” di cui ammiro l’operosità, la fattiva e instancabile attivita’ portata avanti dal direttore artistico, dal presidente e da tutti gli associati che con costante impegno, si occupano di animare il territorio rurale di Terrasini attraverso numerose attivita’ culturali che la creatività vulcanica di Agostino Cardinale costantemente produce. Sono dell’idea che questi esempi di associazionismo “dal basso” vanno seguite e incentivate, perchè opportunita’ di socialita’ culturali e sviluppo (anche turistico) per il territorio

  4. Siamo al termine del ciclo 7×7=7, ogni incontro ha portato gocce di sapienza e spunti di riflessione per un’apertura alla razionalità che tante volte condizioniamo da pregiudizi che incatenano e bloccano il voler condividere momenti di socialità nel nostro paese. L’impegno dell’associazione è circoscritto a un piccolo gruppo che coinvolgono non soltanto Terrasini, Cinisi e amici di amici venuti da fuori, che rimangono meravigliati della determinazione e di come viene organizzato ogni incontro. Promuoviamo e cogliamo esempio di come si vuole arricchire con gli appuntamenti dell’associazione l’individualità di ogni partecipante, rendendo il nostro territorio accogliente per gli ospiti che ci donano come raggi di sole momenti unici e di grande intellettualità.

  5. è vergognoso che un paese cosi’ bello non possa crescere per l’invidia. Per qualsiasi cosa si da la colpa agli altri quando siamo noi che permettiamo di farsi’ che tutto diventi solo critica e se c’e’ una persona che vuole fare siamo pronti a toccarlo nella dignitá, vergogna si ha pure paura a stare assieme per l’ingnoranza, si preferisce stare soli e non far nulla per questo bel paese e non far crescere i giovani con dei valori. Cari membri dell’associazione, caro presidente e direttore artistico andate avanti con dignita’ anzi sapete cosa vi dico le critiche servono e lo sapete benissimo non mollate. Passate avanti e non vi fermate, Terrasini deve andare avanti e voi ne siete capaci continuate a testa alta.
    Vorrei pubblicarlo nel tuo profilo ma non posso. Chi ha orecchie capisca.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.