ESCHERICHIA COLI

di Piero Di Ranno

Come alcuni sanno, alcuni ignorano e tanti, tantissimi fanno finta di non sapere, a febbraio di quest’anno una parte dell’impianto di pretrattamento delle acque fognarie (che dovrebbero essere convogliate nel pennello a mare e scaricate al largo) è crollato. Da allora, e per diversi mesi, le acque reflue si sono riversate direttamente sulla scogliera e quindi sul tratto di mare sottostante.

Prima di andare avanti e di proporre delle ipotesi, che scriverò e che hanno del clamoroso, è necessario ricordare a cosa serve l’impianto di pretrattamento delle acque fognarie di Terrasini.

Intanto dove si trova:

sul lungomare Peppino Impastato, tra la spiaggia Praiola e la Rutta Pirciata, due luoghi molto belli e suggestivi del nostro paese: il primo affollato di bagnanti e con i caratteristici faraglioni, il secondo amato dall’abate Meli che proprio lì cercava ispirazione per i propri componimenti. Si trova, quindi in un punto splendido della nostra costa.

Ma a cosa serve, quindi, questo benedetto impianto? Non è un vero e proprio depuratore, nel senso che le acque trattate non vengono “depurate”, così come avviene nei moderni e più efficaci impianti. L’impianto di pretrattamento svolge il compito di separare le acque, che dalle fognature del paese verranno convogliate in mare aperto a circa 400 metri dalla costa, dalle parti solide che vengono trattenute da una griglia.

Questo vuol dire che le acque che vengono scaricate portano con sé tutto intero il proprio carico inquinante, ed è proprio per questo che un pennello a mare, una lunga condotta sottomarina, convoglia queste acque al largo, lontano dalla costa.

Ma torniamo al fatto.

Quindi a febbraio, come sopra scritto, è bastata una giornata di pioggia, neanche tanto intensa, per far crollare una parte dell’impianto evidentemente già da tempo messa male e non sottoposta ad un’adeguata manutenzione.

Diverse foto e video testimoniano il fatto che dal crollo in poi, se non tutta, una parte delle acque fognarie è finita direttamente sul tratto di mare sottostante.

In verità l’impianto, anche prima del crollo, non garantiva certo la piena efficienza. Lo si evince anche dall’ordinanza sindacale n° 66 del 22/05/2024, con la quale si vietava la balneazione nel tratto di costa che va dal punto latitudine 38.1518. longitudine E 13.0726, fino al punto latitudine 38.1553, longitudine E. 13.0809. Il tratto indicato va dall’inizio della spiaggia Praiola, al punto della costa su cui svetta torre Alba

E qui già il primo fatto che supporterebbe le mie ipotesi che continuando vi esporrò:

Proprio nel 2024, con l’ordinanza prima citata già in vigore, la Goletta Verde (quindi Legambiente) indicava il tratto di mare che bagna la spiaggia Praiola come fortemente inquinato. Il sindaco, di rimando, pubblicava un referto del DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE U.O.C LABORATORIO DI SANITÀ PUBBLICA, che certificava che i valori di enterococchi intestinali e escherichia coli rilevati nel punto di studio spiaggia Praiola erano rispettivamente 0 UFC-MPN/100ml (valore limite di riferimento inferiore o uguale a 200) e 20 UFC-MPN/100ml (valore limite di riferimento inferiore o uguale a 500). Praticamente un tratto di costa quasi da bandierina blu (tutto questo, e necessario ripeterlo, con l’ordinanza di divieto di balneazione in vigore).

Ricordo (a me stesso) che gli enterococchi intestinali e l’escherichia coli sono un tipo di batteri che si trovano, appunto, nell’intestino degli esseri umani e la loro massiccia presenza nel mare indica una contaminazione fecale. Per tale motivo le acque fognarie dovrebbero essere depurate prima di finire in mare e/o, come succede a Terrasini, scaricate lontano dalla costa.

Ma come mai questa discrepanza tra quanto dichiarato da Goletta Verde e quanto rilevato dal’ASP Palermo?

Secondo il sindaco Goletta verde ha fatto un copia e incolla di dati vecchi (ma allora perché l’ordinanza n 66 del 22/05/2024? Chissà).

Ma torniamo ai giorni nostri.

Dunque nel febbraio di quest’anno crolla una parte dell’impianto di pretrattamento e le acque di fogna vengono scaricate direttamente sulla costa. Questo è andato avanti almeno fino a fine maggio (ci sono video che lo provano), anche a lavori di riparazione della struttura iniziati (aprile).

Tre mesi, da febbraio a maggio, nei quali gli enterococchi intestinali e l’escherichia coli avrebbero dovuto inquinare tutto il tratto di costa già indicato nell’ordinanza sindacale dell’anno prima. E invece? Beh, invece un Rapporto di Prova acque di balneazione dell’ASP Palermo, datato 18 aprile 2025, indica in 51 UFC-MPN/100ml la quantità di enterococchi intestinale e 10 UFC-MPN/100ml la quantità di escherichia coli, entrambi i valori ampiamente sotto i valori limite. E allora?

Non potendo avere (e non ne abbiamo) nessun dubbio sulla veridicità dei valori rilevati dall’ASP, come si spiega la cosa?

Ed ecco le mie ipotesi che espongo assumendomi la piena, personale e totale responsabilità.

PRIMA IPOTESI:

i terrasinesi, almeno la stragrande maggioranza, non c@c@no più, o meglio non lo fanno nel cesso di casa propria. Probabilmente, al primo stimolo, il terrasinese sale in macchina e si reca lontano dal paese a defecare nel water situato in altro paese così che gli enterococchi e l’escherichia coli vengano scaricati lontano dalle nostre coste. Certo qualcuno si ostina ad evacuare seduto comodamente nella propria tazza del bagno di casa (solo così si giustifica l’aumento da 0 a 51 di enterococchi rilevati dal 2024 al 2025), ma si tratterà sicuramente di quelli dell’opposizione il cui intento è solo quello di boicottare la balneabilità del nostro mare.  Ma non ci riusciranno, questo è certo.

SECONDA IPOTESI:

nell’intestino dei terrasinesi non ci sono, o ci sono pochissimi, enterococchi intestinali e escherichia coli. Questa seconda ipotesi dovrebbe portare a degli studi scientifici approfonditi, con centinaia e centinaia di scienziati provenienti da tutte le università del globo terracqueo qui a Terrasini per cercare di capire questo strano fenomeno.

Sono solo mie ipotesi, sia ben chiaro, niente di provato. La cosa certa è che malgrado lo sversamento direttamente sulla costa dei liquami provenienti dalle fogne del paese, il nostro mare è dichiarato pulito e balneabile (immagino che la già più volte citata ordinanza sia decaduta). Dunque, state tranquilli, visitatori bagnanti che affollate la spiaggia Praiola (i terrasinesi, storicamente, non frequentano questa spiaggia, non per mancanza di fiducia, sia chiaro, ma perché lagnusi non vogliono fare tutte quelle scale), fate il bagno in piena tranquillità: a Terrasini va sempre e comunque tutto bene.

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2 comments on “ESCHERICHIA COLI
  1. Personalmente io mi fido delle verifiche di Goletta verde, se indicano che il tratto di costa e’ fortemente inquinato da batteri fecali non si può’ fare il bagno, io sono presente a Terrasini da quattro anni e non metto piede nelle acque della Praiola o dintorni, sarebbe auspicabile che l’amministrazione e le autorità competenti monitorassero costantemente la qualità dell’acqua, mettendo cartelli di balneazione quotidiani, prendere in giro la popolazione o i turisti non e’ serio e non porta benefici , sarebbe gradita sicuramente la costante informazione , dotarsi di depuratore deve essere una priorità non solo di igiene pubblica ma sicuramente avrebbe un riscontro turistico notevole di livello superiore, guardare avanti e pianificare l’economia dovrebbe diventare un obiettivo primario, fare infrastrutture che garantiscano il benessere dei cittadini e non, anche l’accesso alla piccola baia della praiola con un ascensore pubblico panoramico , con una capienza max. di 15 persone farebbe la differenza
    , tutto e’ possibile guardate avanti e amate il vostro ambiente!

  2. Vorrei fare una precisazione, quello che manca veramente a Terrasini come detto il depuratore, il piano urbanistico intelligente, e l’ammodernamento del porticciolo , risolvere questi problemi garantirebbero alle future generazioni , benessere ambientale ed economico , uscite dalla vecchia mentalità paesana il paese e’ in una posizione strategica, sul golfo vicino ad una grande città e vicino all’aeroporto, apritevi a strategie innovative e formate culturalmente i vostri giovani

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