Biblioteca: “Inquietante” Comunicato

???????????????????????????????SPIEGAZIONI,  NON CHIACCHIERE!

Finalmente l’Avv. Massimo Cucinella rompe il silenzio con un lungo comunicato stampa  comparso sul sito ufficiale del Comune.
Non cita mai il mio nome, il sindaco, ma il riferimento a un mio recente articolo è inequivocabile.

Per la verità ci saremmo aspettati che l’uscita allo scoperto fosse sul “mostro” progettato e voluto dalla sua amministrazione e non certo da questo giornale o dalla stragrande maggioranza dei Terrasinesi.

Non sul “mostro”, dunque. Evidentemente i contorni di quell’altra vicenda parallela erano e sono troppo netti per mistificare, cioè per rivoltare la frittata a seconda della propria convenienza. È, per l’appunto, la così detta “politica della frittata” in cui i nostri amministratori eccellono: TU (giornale, cittadino, associazione, movimento) evidenzi determinate malefatte, e l’ALTRO (comune, ATO, amministrazione, ufficio pubblico) fa retromarcia in modo tale da poter smentire.

È accaduto con la “sezione ragazzi” da trasferire; poi fu dichiarato che si sarebbe trasferita la narrativa siciliana; è accaduto con l’emeroteca (il sindaco dichiarò che sarebbe stata trasferita la “Repubblica” e il Giornale di Sicilia); poi, un bel giorno, non sapendo che pesci pigliare, ribaltano i fatti: TUTTO FALSO … QUERELA … QUERELA! e rispondono che non si è trasferito nulla (ma i libri erano e forse sono ancora pronti negli scatoloni). L’emeroteca? Solo il Giornale di Sicilia! Sicuro? La narrativa ragazzi? o la narrativa di Autori siciliani? Nessuno li supera nell’arte della giravolta (opla! opla!).
Pirandello ci scriverebbe una novella su queste frittate e Sciascia le getterebbe senza esitare nella pattumiera.

Ritornando al “silenzio rotto”, un risultato, questo, più che positivo, da aggiungere agli altri. Risultati possibili grazie all’azione precisa e documentata di questo giornale-rompiscatole (come diceva in altri contesti don Puglisi), unica voce scomoda (libera) in questo paese.

Le “scatole” le rompiamo nella convinzione di servire il paese, tutelandone anche (scusate la presunzione) la sua storia e difendendone la memoria; lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con documenti alla mano e non con “I SI DICE” (documenti tratti anche dal SITO del GAL, oltre alle foto e dalle riprese pubblicate, senza contare le varie e molteplici dichiarazioni del sindaco e di assessori ai vari organi di stampa locali).

Dal sito del GAL, dicevo, da cui è stato possibile attingere alcune notizie interessanti. Quelle notizie che, per mesi, sono rimaste e continuano a rimanere sottochiave in certi uffici in cui financo a qualche assessore è stato difficile accedere nel recente passato.

Il termine “INQUIETANTE” da me usato in un articolo, che in tempi trascorsi  -scrive il sindaco-  avrebbe “spaccato in due il paese e le famiglie”, diviene nella sua penna un grimaldello. Un espediente incauto e strumentale, poiché la storia (o la preistoria amministrativa, in questo caso) è materia delicatissima e va scritta e richiamata con animo sereno, non piegandola ai gorgoglii dello stomaco e della faziosità. Come quando egli ricorda il precedente nero, anzi nerissimo della biblioteca (1992/’93) ospitata nei locali dell’odierna Banca (il sottoscritto, a quel tempo, era assessore alla P.I. della Giunta Mele), quando, a una settimana esatta dall’insediamento, ci vedemmo piovere sulla testa, ereditato dalla giunta uscente, uno “sfratto esecutivo” da parte dei proprietari di quei locali (eredi Anania). Ovviamente il signor sindaco avvocato Massimo Cucinella si guarda bene dal precisare questi particolari pesanti come montagne (se volete un giorno ve la racconto tutta la storia completa, così chiudiamo questo stucchevole ritornello).

Capisco (capiamo) le difficoltà del Sindaco che si arrampica sugli specchi; capisco (capiamo) che alcuni sconsiderati, tra cui il sottoscritto, stanno pestando i piedi a qualcuno; comprendo (comprendiamo) che pian piano si vanno toccando alcuni nervi scoperti; capisco (non uso il plurale) i tentativi di intimidire me e la Redazione del giornale con minacce di querela contro le quali, ad ogni buon conto, sono (siamo) pronto a rispondere con ampia facoltà di prove in tutte le sedi.

Perché dovrei (dovremmo) tacere? Non si è forse taciuto troppo a lungo in questo amato-odiato paese? Si tace fin dai tempi di Carrara, o mi sbaglio? Faccio politica? come il sindaco insinua.
Ho troppo rispetto per me stesso, per gli amici con cui collaboro e per questo giornale per usarlo come trampolino per chissà quali avventure politiche (l’esperienza dei primi Anni Novanta mi basta e mi avanza).

Ma ora basta con le ciance e andiamo ai fatti nudi e crudi:

Torre Alba

Torre Alba

1. si può sapere una buona volta cos’è questo “centro ricreativo culturale”?

2. non ho mai contestato, né altri da questo giornale hanno osato farlo, gli interventi manutentivi necessari del Palazzo sede della Biblioteca;

3. si è contestato solo e soltanto lo stravolgimento della struttura, da biblioteca a “circolo ricreativo-culturale”. Tale iniziativa (front office del GAL + degustazione prodotti tipici locali) è lodevole, ma da attuare in altra struttura. Non è colpa nostra se, in assenza di trasparenza amministrativa, sulla scia di queste “cose”, ci si è chiesti dell’altro …!

4. sia la cittadinanza che gli Organi istituzionali cui è demandato il controllo (Consiglio Comunale in testa), sono stati tenuti all’oscuro di progetti e quant’altro;

5. Il Comune ha acquisito con Delibera di G.M. n. 19 del 27.02.2013, che non troviamo nel sito del Comune di Terrasini. Perché?

6. In una lunga e articolata intervista concessa a www. cinisionline.it, il presidente del GAL Pietro Puccio, a una precisa domanda sulla possibilità di ristrutturare la casa del poeta Meli, risponde che i finanziamenti (del GAL) devono essere usati per lo “sviluppo rurale e del turismo ecosostenibile” e quindi la casa del Meli è fuori portata. Bene, e allora perché per la Biblioteca comunale di Terrasini questo è stato possibile? Qual è la sottile differenza?

Mi si perdoni l’impertinenza, ma su questi fatti precisi (almeno per il momento) gradirei (gradiremmo) che il sindaco rispondesse.

Grazie!
.

http://www.galgolfodicastellammare.it/file/attodiconcessionen5-comunediterrasini-mis321a.pdf

Nota a margine

Il sindaco nel suo comunicato si auto incensa di meriti che non ha. Il nuovo cimitero (approvazione progetto Giunta Randazzo), fu proseguito dal dott. Mimmo Consiglio; Piazza Duomo Giunta Randazzo (progetto stravolto dalla attuale Giunta). Si auto compiace di avere scelto a suo tempo i nuovi e più confacenti arredi della Biblioteca, omettendo di precisare che a sceglierli fu l’allora presidente del Consiglio di Biblioteca Antonio Ctalafio, che ne tracciò il progetto manualmente compreso di disegni. Omette di dire che voleva la stanza dell’emeroteca (Biblioteca) per l’assessore al ramo e un giorno fece persino spostare a tal fine il tavolo che era nella sezione ragazzi, poi dallo stesso A. Catalfio fatto rimuovere. Da quel momento, ogni minima scelta fu approvata dal Consiglio di Biblioteca a partire dalla destinazione d’uso di ogni singola stanza per evitare che sindaci o assessori volessero “appropriarsi” di spazi non confacenti. Un po’ tutti, sindaci e amministrazioni, ci hanno provato.

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3 comments on “Biblioteca: “Inquietante” Comunicato
  1. Hanno scambiato il municipio per un luogo dal quale esercitare un potere senza limiti. Una delle prime decisioni del sindaco è stata quella di acquistare per se una poltrona da 2.000 euro su cui stare comodamente seduto ed il secondo atto quello di spostare la direttrice della Biblioteca ad altro incarico. Successivamente l’ amministrazione ed il capo area non hanno ritenuto di dovere rispondere alle richieste di incontro avanzate da alcuni componenti del consiglio di Biblioteca che dignitosamente si sono dimessi. Questo è l’interesse che questi signori hanno per il luogo destinato alla formazione culturale dei cittadini.

  2. Stento a capire, forse mi manca qualche passaggio, in che cosa consiste la polemica tra il sindaco e il blog.: per quanto mi è stato dato di sapere, pare che ci fosse o ci sia un progetto dell'onnipresente e inesauribile ing. Carano, di mettere le mani su qualche finanziamento, dal quale incassare naturalmente la percentuale che spetta al progettista, per spostare una parte della biblioteca, non so, se l'emeroteca, la dotazione multimediale, la biblioteca per ragazzi o qualche altro coniglio fuori dal cappello, a Torre Alba. Solo così riesco a spiegarmi la presenza della foto nel servizio, perchè nell'articolo la torre non è citata. Non credo che la vicenda giudiziaria della torre e del terreno circostante sia stata conclusa e se lo è, a vantaggio del Comune, ne sono felice. Ma l'utilizzo della torre come ufficio personale dell'architetto, con vista sul mare, mi sembra davvero improponibile, anche perchè una struttura come la biblioteca, aperta al pubblico, deve stare al centro del paese e a disposizione dei cittadini, senza che essi siano obbligati a percorrere qualche chilometro per usufruirne. Non so, vorrei vederci meglio, vorrei capire che cosa c'entra un dirigente dell'Ufficio Tecnico con la Biblioteca, che dovrebbe far capo ad altre figure apicali, e infine vorrei sapere se qualche tecnico del comune,non solo Carano, ma anche lui, qualche sindaco o qualche associazione ha denunciato la ditta e il direttore dei lavori che hanno eseguito il restauro della torre in un modo criminale, che meriterebbe alcuni anni di prigione e se hanno denunciato la Sopraintendenza ai monumenti che, sullo scempio perpetrato ha chiuso gli occhi.Sicuramente no, sono tutti amici. Così come sono amici quelli che hanno costruito lo scempio del "Solarium" e coloro che hanno dato loro i permessi.Per non parlare dello scempio dei ficus della piazza Duomo o del "mostro" di piazzetta Titì Consiglio, sul quale mi pare che si sia cantato vittoria troppo presto. Per quanto riguarda il Sindaco non posso che augurarmi, per lui e per il paese, che non si faccia irretire del tutto dal "comitato di affari" che lo circonda. Se è disposto ad accettare consigli dei cittadini e a tener conto delle loro critiche, può essere che ci riesca.

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