“PRAIOLA” E DINTORNI: CHE SUCCEDE AL NOSTRO MARE?

 

A 20 giorni dal forte temporale che ha investito il nostro territorio, torniamo a interrogarci sulla reale tenuta del sistema fognario che convoglia in mare i liquami del paese. Essi non sfociano su Marte, ma nel nostro specchio di mare, un tempo uno dei tratti più pescosi e ancor oggi più splendidi del Golfo di Castellammare.

FOTO MARE TESTO

Come normalmente appare il retro del molo di ponente del porto, là dove sfocia il Torrente Furi


telecamera

SERVIZIO VIDEO

Al centro l’annosa divergenza fraGoletta Verde e Forum Ambiente Cala Rossa da una parte, e sindaco e amministrazione dall’altra. Motivo del contendere il reale livello di inquinamento che interessa l’ampio specchio di mare fra Terrasini e Cinisi.

Sono stati superati i limiti di guardia? Parrebbe di a detta dei primi; non del tutto, invece, secondo l’amministrazione e l’ASP che periodicamente sovrintende ai controlli. Sta di fatto, però, che dopo il recente evento piovoso, lo stesso sindaco (e come non avrebbe potuto) ha emesso un’ordinanza di divieto di balneazione, poi ritirata dopo una settimana alla luce delle nuove analisi effettuate.

ANALISI ACQUE

Le analisi effettuate dall’ASP nel 2014

Ma i cittadini e gli ambientalisti tornano all’attacco: «Il temporale  – dicono-  c’entra ben poco. La verità è che la condotta sottomarina, che dovrebbe spingere al largo i liquami di fogna, è da anni spezzata in più parti, mentre il Torrente Furi è una vera e propria cloaca che sfocia appena dietro il porto».
E a riprova di quanto affermano producono i precisi riferimenti per verificarlo. Hanno rilevato, cioè, le coordinate del punto preciso (col gps)
in cui si sarebbero verificate queste fratture (a est di “Grotta Perciata” -dove il Poeta Meli andava a ispirarsi- e della superba “Maidduzza”) e le hanno inviate in anteprima a Terrasini oggi. Eccole N 38° 09.347′  E 013° 04.506′. Si è più che certi che le Autorità preposte le terranno nel dovuto conto.

Dunque, il così detto “pennello a mare”, una specie di depuratore realizzato molti anni fa, ai tempi della così detta “Prima Repubblica”. E le pompe di sollevamento che dal porto dovrebbero spingere le acque ammorbate del Torrente Furi verso quel “pennello”? Di fatto non funzionano da tempo.

VOGLIAMO TENERE PUNTATI I RIFLETTORI SUL GRAVE STATO IN CUI VERSA IL NOSTRO MARE. LO FACCIAMO NELL’INTERESSE DELLA NOSTRA E DELL’ALTRUI SALUTE, DELL’ECONOMIA E DEL TURISMO.

A tal fine vi proponiamo una INTERVISTA-VIDEO a due esponenti dell’ambientalismo terrasinese e, subito a seguire, in riferimento al “pennello a mare”, il frammento di una vecchia intervista a un ex sindaco della così detta “Prima Repubblica”.

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One comment on ““PRAIOLA” E DINTORNI: CHE SUCCEDE AL NOSTRO MARE?
  1. Che le analisi possano differenziarsi così nettamente tra un laboratorio e un altro mi lascia molto perplesso. Intanto sarebbe opportuno conoscere le analisi effettuate dall'ASP, per capire cosa significa " non del tutto ". I valori o rientrano nel range di normalità o non rientrano.

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