“FERITE A MORTE”: IL LIBRO DELLA DANDINI LETTO DALLE CINISARE

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Giornata Internazionale Contro La Violenza Sulle Donne

(istituita dall’ ONU nel 1999)

CINISI, Salone comunale,
mercoledì 25 novembre
ore 21:00

Le donne di Cinisi ci schiaffano in faccia una realtà (planetaria) insopportabile, e il recente libro di SERENA DANDINI diviene occasione di riflessione per tutti. Ancora una volta  – checchè se ne dica –  anche Cinisi si conferma città pronta a rispondere agli appuntamenti che contano. Una riflessione della nostra GIULIA RANDAZZO.

Anche a Terrasini, di recente, si è svolta un’analoga iniziativa curata dal nostro giornale in collaborazione col Margaret Café, per presentare il romanzo “La notte di Silvia” di Stefania Parmeggiani. In quella occasione fu simbolicamente posizionata al centro della saletta una sedia “libera”, appositamente “curata” dall’artista Pino Manzella, con scritto un avviso:POSTO OCCUPATO , che poi è il nome di un’associazione di recente fondata (una sede esiste anche a Palermo) per denunciare la violenza sulle donne.

Ma ritornando all’evento di Cinisi di domani sera, mercoledì 25 alle ore 21:00.
Del libro di Serena Dandini saranno letti alcuni brani da:
Francesca Randazzo, Evelin Costa, Margherita Galati, Giulia Valenza, Chiara Mangiapane, Maria Grazia Vitale, Cristina Cucinella e Vera Abbate.

(gr)

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Amore di madre SÌ, moglie-colf NO

Considerazioni ad alta voce di
Giulia Randazzo

Noi donne siamo geneticamente create per accudire i pargoletti, mattina e sera, senza sosta né respiro. Quindi, che non vi venga in mente, donne sicule, di ritrovarvi al bar dopo aver accompagnato i figli a scuola per fare due chiacchiere. Il posto ideale della fimmina del branco siculo è il tinello, luogo impenetrabile e sconosciuto all’uomo di casa, dove esemplari di masculi siculi si aggirano guardinghi in cerca di provviste per rivolgersi infine, stremato dalla fame, alla … fimmina sicula, che lì deve essere perfettamente a suo agio, perché è lì che deve stare, a spadellare e impiattare. Quale palestra, quale aperitivo: mettiti u falari e torna ai tuoi anelletti al forno.

posto occupatoIl fine ultimo della nostra esistenza è la casa, perché noi donne emancipate del 2015 continuiamo ad essere gli angeli del focolare, il “perno della famiglia” senza la quale essa va verso la totale distruzione. L’uomo morirà di stenti invaso dai sacchiteddi ra munnizza che, data l’assenza della moglie, dimenticherà di portar fuori, finendo sepolto in casa stile reality show.

Chi osa contraddire queste regole da secoli in atto (e per questo indiscutibili) sarà vista e trattata, nelle migliori delle ipotesi, come una poco di buono, una mamma strafottente e snaturata, una ribelle rovinafamiglie.

Interpretazioni estreme, forse. Ma c’è un fondo di verità in queste immagini. Vogliamo forse negare che nella odierna società siciliana certi stereotipi siano ancora sedimentate nelle menti degli uomini, forse anche di quelli che a parole ritengono imprescindibile l’emancipazione della donna?

Ma, a dispetto di ciò che gli uomini possano ancora pensare, la donna sicula del terzo millennio è lontana da ciò che un tempo erano le nostre nonne: accoglienti casalinghe esperte di cucuzze e milinciane fritte in tempo d’estate; mustazzuoli e cucciddati nella stagione invernale; conoscitrici dei più nascosti segreti della pulizia di casa, il cui unico argomento, a parte il curtigghio, era “camu a manciari stasira?”, e il cui viaggio più lungo era con tutta probabilità la passiatedda nta strata cursa.

Può darsi che la donna sicula abbia questo ineludibile destino scritto nel DNA e dovrà farci i conti prima o poi (anzi, già li fa). Nel frattempo però sarà libera di decidere se lavorare, dedicarsi ad un hobbie, dare voce e forma alle proprie aspirazioni, viaggiare, sognare, studiare … oppure semplicemente entrare in un bar a sorseggiare il caffè una mattina dopo aver lasciato i figli a scuola.

Suonano come un monito le parole di Sibilla Aleramo, una delle prime “femministe” d’Italia: «Ubbidisci al comando della tua coscienza, rispetta sopra tutto la tua dignità, madre: sii forte, resisti lontana, nella vita, lavorando, lottando».

Il video del giorno dopo la serata di mercoledì 25 novembre

 

 

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4 comments on ““FERITE A MORTE”: IL LIBRO DELLA DANDINI LETTO DALLE CINISARE
  1. Mettiamoci anche che molti “masculiddi” sono stati abituati male dalle loro “mamme sicule”..quindi…cominciate ad educare diversamente i futuri uomini!!!

  2. Una precisazione: la sedia realizzata dall'artista Pino Manzella per aderire a postoccupato.org è stata presentata al Margaret Cafè di Terrasini in occasione della mostra del fotografo Peppino Romano "I ritratti, le storie, le donne", realizzata con la collaborazione dell'associazione Asadin e di Terrasinioggi. Questa sedia, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne, è permanente al Margaret Cafè. Il precedente evento legato alla presentazione del libro "Le notti di Silvia" di Stefania Parmeggiani promosso da terrasinioggi fu comunque una importante occasione per riflettere sul tema della violenza sulle donne. Durante l'iniziativa del 25 Novembre a Cinisi saranno occupate con la locandina di postoccupato.org otto sedie, quelle occupate dalle donne che daranno voce, tramite i monologhi del testo di Serena Dandini "Ferite a morte", ad altrettante donne a cui è stata tolta la voce e la vita, sarà un gesto per ricordare tutte le vittime di violenza.

  3. Pingback: 25 Novembre a Cinisi contro la violenza sulle donne | Agave Palermo

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