DEJA VU

di Piero Di Ranno

Capita a tutti di vivere quella che viene indicato con l’espressione DÈJA VU, quella sensazione, cioè, vi aver già vissuto nel passato un evento che pure stai vivendo, per la prima volta, in quel preciso momento.

È quello che mi è accaduto leggendo del viaggio negli USA del sindaco di Terrasini (con codazzo di 25, VENTICINQUE, accompagnatori, molti dei quali fanno parte del comitato della “festa di li schetti”, l’antica e tradizionale festa, dal costo di 44 mila euro di soldi pubblici).

Leggo che la missione negli Stati Uniti, e in particolare a Detroit, del primo cittadino e della nutrita “delegazione”, nasce dall’esigenza di evitare il “rischio che questa tradizione tra i nostri compaesani all’estero vada perduta”.

In verità questo paventato pericolo è inesistente. I nostri concittadini dell’altra parte dell’oceano ripropongono da sempre le nostre tradizioni sul suolo statunitense, perché è proprio questo che rinnova e rinsalda il loro legame con il paese d’origine: è sempre stato così.

Ma, soprattutto, afferma il sindaco, “già 25 famiglie” (il numero ricorre) “sono venute da Detroit a Pasqua, spendendo nella nostra cittadina, e torneranno in estate”. Quindi il viaggio americano porterebbe ad un turismo di ritorno(ma perché, mi sono subito chiesto, mi è venuta in mente questa strana espressione???).

Ed è a questo punto che il Déja vu ha fatto capolino.

Nella mia testa continuavano a girare le parole: sindaco Maniaci, viaggio in America e “turismo di ritorno”;… sindaco Maniaci, viaggio in America e “turismo di ritorno”, fino a quando…BUM, ecco!

Altro che Déjà vu!

Altro che “sensazione illusoria di aver già visto una certa immagine o addirittura già vissuto una determinata situazione” (Vocabolario Treccani).

Mi è bastato sfogliare vecchi numeri del TERRASINI OGGI dalla carta ingiallita dal tempo, per trovare un articolo, nel numero del novembre 1985, dal titolo PER UN “TURISMO DI RITORNO”, con tanto di foto che immortala il sindaco di allora Maniaci (QUARANT’ANNI FA) nell’atto di imbarcarsi sul volo diretto negli Stati Uniti d’America.

L’articolo racconta della missione Americana del primo cittadino Clemente Maniaci (sì, proprio il padre dell’attuale primo cittadino di Terrasini) per promuovere il nostro paese presso i nostri compaesani emigrati negli USA e della possibilità per questi ultimi di avvalersi di una legge regionale che promuove un “turismo di ritorno” (eccolo qui).

Quindi, dopo 40 anni, ancora una volta un sindaco Maniaci vola negli Stati Uniti!

Certo qualche differenza c’è:

il sindaco Maniaci del 1985 (padre) va in America accompagnato dal solo vicesindaco Garamella (questo si evince dall’articolo);

il sindaco Maniaci del 2025 (figlio) si fa accompagnare da un numeroso gruppo di terrasinesi (per entrambi, naturalmente tutto a spese dei contribuenti);

il sindaco Maniaci del 1985 (padre) va negli USA dopo un confronto con gli altri sindaci del Golfo di Castellammare e in occasione del grande raduno delle associazioni dei Siciliani emigrati negli USA che si tiene nella città di Detroit-Chicago-Boston;

il sindaco Maniaci del 2025 (figlio) va negli Stati Uniti come se fosse una gita organizzata per partecipare alla replica americana della festa del paese;

Il sindaco Maniaci del 1985 (padre) è, quindi, accompagnato da una “missione” concordata con i colleghi sindaci dei paesi limitrofi;  

il sindaco Maniaci del 2025 (figlio) è accompagnato da un nutrito gruppo di compaesani (e già li immagino sull’aereo intonare i canti tipici delle gite fuori porta:“ma che ce frega, ma che ce importa…”).

E quindi? Quali considerazioni si possono fare?

Beh, intanto la diversa motivazione dei viaggi americani dei due sindaci (non è certo cosa da poco, riflettiamoci), ma questo attiene al modo di interpretare il ruolo di primo cittadino.

Non è certo la prima volta che un figlio cerca di emulare il padre, ma mi sembra che qui si vada oltre la misura (deve costarci così tanto?).

Ma una costatazione è d’obbligo: sono passati quarant’anni e il primo cittadino di Terrasini è ancora un Maniaci e non è una semplice omonimia.

Meditate terrasinesi, meditate.

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